Hotel a vieste
31 ottobre, 2012

Vacanze green nel Gargano, con la famiglia in bici nella Foresta Umbra

Vacanze green nel Gargano, con la famiglia in bici nella Foresta Umbra
Foresta Umbra

Foresta Umbra

Quando si avverte il desiderio di fare una bella vacanza in famiglia, magari a contatto con la natura più incontaminata non si può non pensare ad un itinerario unico come quello del Gargano.  E magari ancor meglio se si decide di esplorarlo tutti insieme in sella ad una bicicletta. Potete scoprire, pedalando, questa montagna incantata che si tuffa nell’Adriatico così ricca di paesaggi splendidi.  Gli itinerari da scegliere possono essere diversi. Potete, così, addentrarvi  nel cuore del Parco nazionale del Gargano:  la foresta Umbra.

Il nome umbra deriva dal latino e significa cupa, ombrosa. Il groviglio dei rami degli alberi enormi ed altissimi, infatti, è talmente fitto che in alcuni punti la luce riesce a filtrare a stento. Il territorio della Riserva occupa 400 ettari divisi in 4 aree, secondo il criterio della “zonizzazione”, non tutte accessibili al pubblico. Il corpo forestale ha predisposto una rete di 15 sentieri attrezzati che attraversano la foresta  e possono essere percorribili da tutti.

Se si viene da Vieste o da Peschici si accede attraverso il sentiero della Ginestra.  E’ possibile, inoltre, scegliere sentieri sterrati e piste che offrono uno spaccato completo del complesso forestale da percorrere anche solo con una passeggiata di tre ore. Certamente il piacere dei sensi in bicicletta è totale. Sentirete l’odore del profumo degli alberi secolari del bosco: faggi, aceri, carpini, cerri, querce, tigli, tassi e tutti i tipici arbusti del bosco mediterraneo. Caratteristico della foresta è il monumentale Zappino dello Scorsone e il Pino d’Aleppo. La zona di Vieste è la più variegata dal punto di vista naturalistico. Il panorama passa dalla vegetazione boschiva a quella collinare fino agli acquitrini. Sembrerà di essere in una foresta incantata, tanto più se nel vostro percorso vi capiterà di imbattervi in un capriolo italico o in un gatto selvatico. Se invece non siete muniti di bici potete noleggiarle nel parco oppure usufruire delle bici elettriche messe a disposizione nelle quattro stazioni di Parkinbici che si trovano a Peschici, a Rodi Garganico e  Lido del Sole, Vico del Gargano (stazione ferroviaria di Calenella e San Menaio). La particolarità del servizio consiste nella possibilità di consegnare la bicicletta in una qualunque postazione e quindi anche in un posto differente da quello in cui è stata prelevata. Una vacanza all’insegna della famiglia e della natura incontaminata. Due elementi che fanno da trait d’union tra Puglia e un’altra regione che , pur trovandosi dall’altra parte dello stivale, è molto più vicina di quanto si pensi: il Trentino Alto Adige. Un filo rosso tra le due. Una affinità d’intenti che ultimamente si è concretizzata attraverso un vero e proprio gemellaggio teso al trasferimento del modello trentino nel campo delle politiche familiari. Territorio, quello del trentino, in cui l’attenzione per la famiglia assume una dimensione strategica anche nel settore turistico appunto. E’ il caso dei family hotel trentino strutture totalmente dedicate alla vacanza in famiglia che offrono servizi dedicati in scenari in cui la natura è incontaminata ma sempre più in sintonia con l’ambiente.

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San Giovanni Rotondo: la tradizione dei pastori

San Giovanni Rotondo: la tradizione dei pastori
Caciocavallo podolico

Caciocavallo podolico

San Giovanni Rotondo è un paese della provincia di Foggia situato all’interno del Parco Nazionale del Gargano, noto in tutto il mondo perché vi si sono conservate le spoglie di Padre Pio da Pietralcina. Il paese conserva numerose testimonianze della sua storia millenaria, testimonianze che si traducono anche in tradizioni e produzioni artigianali tramandate da padre in figlio o recentemente riscoperte. Tra le produzioni tipiche di San Giovanni Rotondo di notevole rilievo quelle legate alla cultura enogastronomica che in questo paese, come in tutto il Gargano, ricopre una particolare importanza. Punta di diamante della produzione artigianale del paese garganico è sicuramente il caciocavallo podolico.

Si tratta di un particolare prodotto caseario artigianale ricavato da una razza di vacche frutto del lavoro e di un metodo di allevamento tramandato attraverso i secoli. Si tratta infatti di animali cresciuti liberi, allo stato brado. Il metodo di allevamento è legato alle asperità del territorio, un territorio scarso di acqua che costringeva gli allevatori a lasciare libere le mucche perché trovassero da sole dove abbeverarsi e nutrirsi. Il latte assume un particolare sapore e la sua lavorazione è interamente manuale a partire dalla mungitura. Il latte dopo munto viene lavorato prima filtrandolo attraverso teli di nylon e poi cotto in caldaie dove permane l’aroma del latte lavorato precedentemente. Il risultato è un formaggio dall’aroma intenso e variegato, anche grazie alla lunga stagionatura che può durare anni, dalla caratteristica forma a pera, con una scorza dura che nasconde la profumata pasta semidura.

Il caciocavallo podolico è prodotto in quantitativi limitati a causa della peculiarità del prodotto e del limitato numero di bovini di razza podolica. Il caciocavallo non è l’unico prodotto alimentare tipico del paese. Così come in tutto il Gargano, anche a San Giovanni Rotondo viene prodotto l’olio extravergine di oliva Dop Dauno Gargano, un olio ottenuto dalla Ogliarola garganica una varietà di pianta di ulivo particolarmente longeva. Raccolta e lavorazione delle olive vengono effettuati con metodi artigianali tradizionali. L’olio che si ottiene ha un caratteristico colore tra il verde e il giallo e un sapore fruttato.

Altro prodotto artigianale del luogo è la pasta fatta a mano, soprattutto le orecchiette, formato tipico della tradizione pugliese. I prodotti dell’artigianato enogastronomico di San Giovanni Rotondo vengono presentati nella fiera Dolce amaro, una manifestazione che coniuga gastronomia e beneficenza e che si tiene generalmente nel mese di aprile.  L’artigianato locale di San Giovanni Rotondo comprende anche prodotto derivanti dalla lavorazione del legno, prodotti che rischiano di scomparire a causa dell’età avanzata dei produttori e dello scarso ricambio di mano d’opera.

Tra questi la chitarra battente, uno strumento tipico del Gargano utilizzato per le tipiche tarantelle. Caduto nel dimenticatoio è stato recentemente riscoperto grazie ad alcuni artisti locali e al Carpino folk festival, una manifestazione che si tiene nell’omonimo paese garganico teso a riscoprire le tradizioni del promontorio pugliese. Altri prodotto tipici sono le cosiddette “furizz” sedie costruite con alcune piante, le Ferule, che vivono sul Gargano e i cesti in vinchye costruiti con i rami più giovani degli alberi di ulivo.

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29 aprile, 2012

Il segno del passaggio dei popoli: Carpino

Il segno del passaggio dei popoli: Carpino
Carpino

Carpino

Nella splendida cornice del Gargano, la cittadina di Carpino conserva il fascino ereditato dal passato, con il suo dedalo di vicoli che sembrano portare in una dimensione fuori dal tempo. Il centro abitato conserva infatti ancora la struttura medievale e reca i segni del passaggio dei popoli che si alternarono nel dominio della zona, dai secoli bizantini fino alla dominazione degli ultimi feudatari nel XVIII secolo.

A Carpino, che dalla notte dei tempi conserva una vocazione squisitamente agricola, non è solo un luogo di villeggiatura nel senso più comune del termine. Qui infatti è possibile assaggiare i prodotti tipici del luogo, in primis l’olio extravergine di oliva, uno dei più buoni d’Italia. La fragranza di queste spremiture è dovuta alla sapiente lavorazione unita alla coltivazione di olive particolari, le ogliarole garganiche, tanto che Carpino si è guadagnata il soprannome di “città dell’olio”. La produzione del prezioso liquido è intensa e si aggira intorno ai 20.000 quintali annui. L’olio qui non è solo un alimento, ma un vero e proprio simbolo a cui è legata anche un’importante festa popolare: nel caldo torrido dell’estate, il 12 agosto, l’olio viene infatti omaggiato con la grande festa “Frasca Fanoja e Olio Novello”. Naturalmente, oltre al prodotto grezzo si può acquistare un saporitissimo paté di olive che non conosce paragoni. Un altro prodotto  tipico della zona è la fava che da secoli cresce in una zona limitata all’agro di Carpino, caratterizzato da un microclima e da un terreno particolare che rendono questo legume unico al mondo per il sapore e le proprietà nutritive. La fava, va ricordato, è stata la colonna portante dell’alimentazione locale nei secoli passati. Nel tardo e cinerino clima tardo autunnale mitigato dal mare, il 7 dicembre ha luogo la “Sagra dell’olio extravergine e delle Fave di Carpino”, dedicata ai due simboli per eccellenza di questa località. Questi due prodotti si sposano in maniera perfetta nel delizioso Pancotto alla carpinese con le fave, la cui fragranza viene completata dal condimento con un giro di olio.

Ma questo magnifico paese non è solo olio e fave: la tradizione artigianale ha in serbo sorprese e prodotti la cui lavorazione ha origini antichissime e si è tramandata immutata fino ai giorni nostri. Stiamo parlando dell’arte della tessitura, in cui sopravvivono le forme, i colori e i disegni che avevano già nei secoli bui del medioevo, ai tempi della dominazione saracena. I secoli sembrano non aver intaccato questi tessuti che prendono forma sugli antichi telai. Le ultime anziane tessitrici hanno insegnato alle nuove generazioni l’uso del telaio, affinché il “segreto” non si perda, portato via dalla rete a strascico della storia. L’artigianato locale è inoltre molto attivo nella produzione di merletti e pregiati oggetti in vimini fatti a mano, specialmente cesti e canestri di varie fogge e dimensioni, che è possibile acquistare nelle botteghe locali. Carpino Garganico, lo avrete capito, è un luogo che non è possibile non visitare, con la sua storia che non si riduce solo ai ricordi, ma che vive e continua nella sua produzione alimentare e  nelle sue tradizioni artigianali. Una magia che non cessa di affascinare le genti che muovono i loro passi per questi luoghi.

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26 aprile, 2012

Il lago di Cagnano Varano

Il lago di Cagnano Varano
Madonna con Bambino

Grotta di San Michele, affresco di Madonna con Bambino.

Cagnano Varano, in provincia di Foggia, è un piccolo comune situato nel cuore del Gargano. Il lago, le coste rocciose e la vegetazione rigogliosa ne fanno una zona quasi selvaggia. I canali di Capoiale e Varano aprono l’accesso al mare cristallino e alle ampie spiagge attrezzate per attirare i turisti e garantire relax e comfort.

L’economia di Cagnano Varano è basata sul turismo e sulla pesca. Per tale motivo, i ristoranti sono specializzati nella gastronomia e il piatto forte è il pesce cucinato in vari modi. Molto caratteristico è il centro storico e particolare è il colore delle case tutte bianche inserite in piccole e strette vie dove passeggiare e visitare i numerosi negozietti, aperti fino tarda sera, che vendono i prodotti tipici dell’artigianato locale.

L’artigianato locale ruota intorno alla lavorazione del legno, della terracotta e della ceramica. Gli artigiani locali, nelle loro botteghe, realizzano esclusivamente a mano oggetti adoperabili per uso quotidiano o opere d’arte, quali cucchiai, mestoli, coppe e contenitori di ogni forma e dimensione, maschere, oggetti d’arredamento e sculture. La lavorazione della terracotta e la lavorazione della ceramica sono molto diffuse grazie alle risorse di argilla, mentre la presenza di numerose foreste nel Gargano, ha favorito l’utilizzo del legno come materiale da usare per la produzione di oggettistica e artigianato.

Una delle maggiori manifestazioni di Cagnano Varano, in cui è possibile ammirare i prodotti dell’artigianato locale è la Sagra del Pesce e dei Prodotti Tipici, che si svolge ogni anno il 13 agosto e che attira numerosi turisti. Tra una degustazione di pesce e l’altra, pepata di cozze e insalata di mare si passeggia lungo un percorso che si divincola nei meandri del centro storico e dove è possibile ammirare le caratteristiche viuzze e le case costruite addossate ad un costone di montagna.
Ma ciò che rende particolare questa sagra sono le mostre di pittura e i vari stand di artigianato locale, dislocati nel paese. Gli stand colorati e pittoreschi permettono di ammirare oggetti legati all’agricoltura e alla pastorizia, cassapanche lavorate ad intarsio, piatti da appendere alle pareti domestiche con disegni variopinti e caratteristici e suppellettili di ogni forma e colore. Inoltre la serata è allietata da  balli, canti e spettacolo pirotecnico.

L’8, il 9 e il 10 maggio, ogni anno,  nell’ambito dei festeggiamenti dei patroni del paese,  San Cataldo e san Michele, a Cagnano Varano viene allestita la Fiera del Bestiame. La fiera è un momento di incontro tra allevatori garganici e mercanti che giungono dalle vicine regioni del Molise e dell’Abruzzo.  La manifestazione si avvale inoltre di una mostra mercato di prodotti tipici e di artigianato locale,  che attira numerosi turisti e cittadini dei paesi vicini.

Sia partecipando alle fiere e agli eventi di Cagnano Varano e sia semplicemente passeggiando per i viottoli, è possibile ammirare i prodotti tipici dell’artigianato locale, vasi e soprammobili di qualsiasi forma, piatti ornamentali con i classici simboli del territorio, ciotole e scrigni, mestoli e coppe di legno,  ceramica o terracotta che creano un’atmosfera unica e perfetta per gli amanti della tradizione e del folclore.

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23 aprile, 2012

L’artigianato del Gargano: Apricena e la lavorazione del marmo

L'artigianato del Gargano: Apricena e la lavorazione del marmo
Cava di Apricena

Cava di Apricena

Nel comune di Apricena l’artigianato trova la sua massima espressione nella lavorazione del marmo e della pietra,materiali tipici della zona in quanto vengono estratti direttamente sul posto dalle cave che si trovano sul territorio comunale. Questi materiali pregiati vengono lavorati dalle numerose aziende locali, se ne contano più di 200,e dalle piccole-medie imprese del posto che superano le 30 unità e danno lavoro ad un migliaio di operai e artigiani. Le opere realizzate sono molteplici in quanto la pietra ed il marmo si prestano ad una quantità notevole di usi diversi; si va dall’oggettistica artigianale alla produzione di materiali di pregio per le abitazioni come scale, rivestimenti di ogni tipo e pavimenti. Fino ad arrivare alla realizzazione di opere pubbliche tra cui spiccano fontane, statue,marciapiedi e pavimentazione stradale.

Notevole è poi la produzione artigianale di arte funeraria: lapidi, decorazioni, colonne e capitelli,il tutto realizzato con materiali di prim’ordine e con grande perizia. Per potersi fare un’idea di quali e quante opere in marmo e pietra vengono realizzate in questo splendido angolo di Puglia,basterà cercare i diversi video  presenti sulla rete in cui si potrà ammirare la bravura di questi artigiani in intarsi,sculture e decori di ogni genere. Per un’esperienza più diretta e per ‘toccare con mano’ l’artigianato locale, l’appuntamento da non perdere è la rassegna ‘Artigianato in Fiera’ in concomitanza con la Fiera di Santa Maria, che si svolge annualmente durante la prima metà di settembre. Consiglio di verificare le date esatte sul sito del comune di Apricena in quanto soggette a piccoli cambiamenti da un anno all’altro.

In fiera potrete trovare la storia della lavorazione del marmo e della pietra di Apricena, ma anche le ultime novità dell’artigianato locale,il design d’arredo e le opere d’arte. La fiera attira più di 1.000 visitatori ogni anno,che arrivano da tutta Italia ma anche dall’estero per avere la possibilità di capire e vedere con i propri occhi tutta la filiera della lavorazione del marmo e della pietra in queste zone. Le attività fieristiche comprendono infatti sia l’esposizione dei materiali grezzi estratti dalle cave locali, che degli esempi di lavorazione ‘dal vivo’ per ottenere dei ‘semilavorati, fino ad arrivare ai prodotti finiti. L’esposizione dei macchinari impiegati nella lavorazione e le tecniche usate dagli artigiani rappresentano uno spettacolo notevole sia per il turista che per l’addetto ai lavori. Naturalmente in fiera non mancano la degustazione e la vendita di prodotti tipici eno-gastronomici e gli eventi di musica dal vivo per rendere la visita ancor più piacevole.

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26 marzo, 2012

Alla scoperta di Castelpagano

Mentre state viaggiando verso Vieste – perché passerete la Pasqua a Vieste, no? – potreste pensare di fare una sosta.

Se fosse così, noi vi suggeriamo di farla nel comune di Apricena, più precisamente a Castelpagáno, uno dei luoghi più magici della Capitanata.

Ad oltre 500 metri di altitudine, su uno sperone roccioso e nel territorio del Comune di Apricena, sorgono i ruderi di Castelpagàno, un borgo medievale di origine incerta che sem­bra fungere da vedetta alla Via Sacra Longobardorum, che scorre ai suoi piedi, abbandonato agli inizi del ‘600 col progressivo spo­sta­men­to degli abitanti ad Apricena.

Ammantato da leggende, Ca­stel­pa­gà­no regala uno straordinario pa­no­rama che comprende la Valle di Sti­gnano, il Gargano, i monti del Molise e l’intero Tavoliere.

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24 marzo, 2012

La storia del castello di Vieste

Il castello di Vieste si erge sul promontorio della città, muto testimone della sua storia e degli eventi unici di questa città, dalle origini mitiche, distrutta e ricostruita e sempre a cavallo tra occidente e oriente.

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22 marzo, 2012

Pasqua 2012 a Vieste

Eccoci! Non lo sentite anche voi? Sì sì… l’aria di vacanza!

Perché la Pasqua è ormai qui e non c’è più tempo da perdere… non volete mica passarla in casa, no?

Certo, esistono mille luoghi meravigliosi dove passare queste vacanze di Pasqua, ma – lasciatecelo dire – la Pasqua a Vieste è davvero la migliore, e se poi la passate con noi di Palme Gemelle ancor di più.

Se poi siete una famiglia, qui da noi vi troverete davvero bene, grazie al nostro servizio di animazione, il parco giochi per bambini, i campi da calcetto e da tennis e, se il tempo lo permette, la piscina.

Inoltre, come già accadde a Natale, il nostro chef già sta preparando la carta del menù di Pasqua, mentre per la Pasquetta ci sarà la nostra classica grigliata a bordo piscina.

Ma la Pasqua a Vieste non è meravigliosa solo per questi motivi, ma anche perché Vieste ad Aprile è una gioia che molti non conoscono, un gioiello da scoprire. Il sole riscalda le lunghe passeggiate sulla spiaggia, il mare torna a recuperare il suo color azzurro vivo e l’entroterra è tutto un risvegliarsi della Natura.

Inoltre, inclusi nel nostro pacchetto pasquale, ci sono l’ingresso gratuito al Museo Macologico e uno sconto per una gita alle grotte marine, un tesoro naturalistico della nostra costa.

E lo sapete? Il prezzo per questi giorni in paradiso, di relax e benessere, è stato pensato per permettere a chiunque di scappare dalla città:

  1. 189 € per 4 notti e tre giorni a pensione completa;
  2. 79 € per 3 notti e due giorni a pensione completa.

Inoltre, i bimbi tra 0 e 3 anni completamente gratis e i bambini fino ai 14 anni con il 50% di sconto in camera con i genitori.

 

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26 febbraio, 2012

Escursione al Sentiero dell’Anima

Quello che vi proponiamo oggi è un’escursione di una giornata, che, partendo da Vieste, attraversando il cuore della Foresta Umbra, passando per San Giovanni Rotondo, termina in San Marco in Lamis per andare a passeggiare in quello che forse è l’unico parco poetico esistente al mondo: il “Sentiero dell’Anima”.

Dicevamo che si tratta di un’escursione di una giornata intera, e non solo perché la distanza (78 km) tra Vieste e San Marco in Lamis non è esattamente piccola (ma neppure si deve considerare grande), ma anche perché è possibile fare degli stop lungo il tragitto per passeggiare nella Foresta Umbra o visitare San Giovanni Rotondo.

Il “Sentiero dell’Anima” è, come dicevamo, un parco poetico-artistico sito nei pressi della stupenda dolina carsica Pozzatina, poco fuori San Marco in Lamis.

Una grandiosa antologia poetica en plein air dove la Natura, le Arti e la Poesia si sposano in un connubio perfetto: un grande libro aperto, con versi, parole, storie, immagini tra rami, foglie e fiori, e che custodisce, sospese ai suoi alberi, quasi cento tavolette che in­ter­pre­tano con la tecnica della pirografia altrettante poesie.

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26 febbraio, 2012

Vieste e “La Salata”

L’Oasi «La Salata», alle porte del centro abitato di Vieste, è un piccolo paradiso dove storia, archeologia e natura sono in perfetto equilibrio: più di 300 tombe pa­le­ocristiane scavate nella roccia e risalenti al III-IV sec. d.C, sono immerse in una natura rigogliosa di profumata macchia mediterranea, interrotta solo da due ru­scel­li di acqua sal­ma­stra, dove vivono tar­tarughe, anguille, rane e cefali.

Le tombe sono scavate interamente in grotte naturali e si di­stin­guo­no in tombe terragne, parietali, ad arcosolio e da un unico e raro esempio di tomba a bal­dac­chi­no.

Ma la bellezza dell’Oasi «La Salata» non è solo di natura ar­cheo­lo­gica. La necropoli – ubicata all’interno di un’area di 6.000 mq, e che se oggi è resa fruibile lo si deve al recupero effettuato nel 1997 dai vo­lon­tari del WWF – è immersa in un suggestivo scenario naturale che qualche anno fa interessò anche la trasmissione di Rai3 ‘Geo&Geo’, che le dedicò una puntata, approfondendo il fenomeno del carsismo presente nel sito che dà origine anche alle due sorgenti. Anche Rai1, con la popolare ‘Linea Blu’, si occupò dell’oasi mentre la celebre guida “Lonely Planet”, nel 2008 la inserì tra i luoghi più carichi di fascino meritevoli di essere visitati.

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