… Ma che si racconta che non venne mai a Vieste.
Strano, no? Eppure nel 1500 un fatto come questo era possibile.
Stiamo parlando di Papa Gregorio XIII, che si può sicuramente considerare come uno dei vescovi più famosi che abbia avuto la Diocesi di Vieste.
Bolognese di nascita, riformista cattolico convinto e canonista insigne, partecipò attivamente al Concilio di Trento come Uditore della Camera Apostolica e ricoprì incarichi di prestigio in diverse Commissioni, dando notevoli contributi di idee ed opere.
Fu consacrato vescovo di Vieste il 20 luglio 1558 dal papa Paolo IV e sostituì Giulio Panesio, innalzato alla dignità arcivescovile di Sorrento.
Ebbe a governare la Diocesi per due anni, in momenti molto difficili: la città, infatti, ancora non si riprendeva dal terribile sacco del famigerato Draguth e la Chiesa di Roma era minacciata dalla Riforma luterana, mentre l’Europa viveva fra aspre turbolenze civili e politiche.
Provvide con munificenza a dotare la Cattedrale di arredi molto pregiati, di vasi sacri, di paramenti preziosi, quadri, anche se, a quanto pare, non venne mai sul Gargano.
Il papa Pio IV, con bolla del 12 marzo 1562, gli offrì il cappello cardinalizio e, al termine del Concilio, lo volle a Roma, nominandolo Assistente di Cappella ed assegnandolo come compagno di S. Carlo Borromeo.
Pur ricoprendo tali prestigiosi incarichi sottoscrisse, fino al 1566, tutti gli atti con “Ego Ugo Boncompagnus, Episcopus Vestanus”.
Il 13 maggio 1572 salì al trono pontificio col nome di Gregorio XIII e fu fra i più saggi della storia della Chiesa. Mise in atto tutte le direttive del Concilio di Trento, riformò il calendario giuliano, bandì il giubileo dell’Anno Santo del 1575 e diede largo impulso alla cultura, favorendo la fondazione di scuole e collegi.
Né da Papa dimenticò la sua Diocesi di Vieste: la fece riportare nelle Carte Geografiche affrescate nelle Sale Vaticane e concesse all’altare della Cappella di S. Michele della Cattedrale il grande privilegio dell’acquisto delle indulgenze plenarie per l’anima dei defunti durante la Messa di suffragio celebrata da un sacerdote locale.



